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Se manca il ferro
02 luglio 2007
L’anemia dell’atleta è legata in genere a carenze di ferro, che possono determinare riduzione delle capacità prestative degli atleti, ma soprattutto delle atlete. La corretta alimentazione e la scelta dei cibi risultano un valido aiuto per migliorare le situazioni carenziali. Le carni sono le migliori fonti alimentari di ferro, che si trova nella forma eme.

La carenza di ferro (che fa parte della molecola dell'emoglobina col compito di legare l'ossigeno) porta a conseguenze che si ripercuotono non solo a livello di sangue ( "anemia dell'atleta" con diminuzione del numero dei globuli rossi e dell'emoglobina), ma anche in altri tessuti, tra cui i muscoli.

L'anemia degli sportivi
Gli svantaggi, quindi, sono chiaramente a carico della capacità di trasporto dell'ossigeno da parte del sangue e sulla possibilità dei muscoli di utilizzare l'ossigeno stesso, per cui la prestazione scade notevolmente e si lamentano difficoltà di recupero dopo gli allenamenti. Le donne sono più soggette a incorrere in forme anemiche.

L'aiuto dell’alimentazione
L'alimentazione può essere un valido aiuto per migliorare certe situazioni. E' importante scegliere cibi contenenti  ferro nella forma eme (che viene assorbito più facilmente a livello intestinale) come  carni, frattaglie e pesci.  D'altra parte il ferro non-eme è quello dei vegetali e risulta meno assimilabile perché si  lega a sostanze che ne diminuiscono l'assorbimento.

Le fonti alimentari di ferro
Per consentire all'organismo di assumere buone quantità di ferro (anche alcuni milligrammi in una volta sola), si devono però mangiare le carni, da sole, che non vanno accompagnate né da pane né da amidi, né da altri cibi, per lo più vegetali e cereali, che ostacolerebbero l'assorbimento del ferro. E' permesso soltanto spremere molto limone sulle carni oppure prendere vitamina C (che aumenta la possibilità di assorbire il ferro).

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