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La corsa per la salute
14 aprile 2008
Numerose ricerche hanno messo in evidenza che l’attività fisica ha un ruolo basilare sul benessere. I benefici si avvertono dopo qualche tempo ma i vantaggi sono duraturi sulla riduzione della pressione del sangue, dei valori ematici dei trigliceridi e del colesterolo. Il controllo alimentare e la corsa a ritmi blandi agiscono positivamente sulla riduzione o il mantenimento del peso corporeo e sui rischi legati alle patologie cardio-circolatorie.

Molti studiosi hanno cercato di stabilire quanta attività fisica (in particolare quanta corsa) è necessaria per avere dei benefici per la salute.

I risultati delle ricerche: sulla pressione del sangue

  • Per determinare un abbassamento significativo della pressione del sangue (quando questa sia sopra la norma), si ritiene che si debbano percorrere almeno 20-30 chilometri per settimana ad un'andatura non molto intensa, tale da mantenere la propria frequenza cardiaca sotto il 70% (ma forse è meglio sotto il 60%) di quella massima; i primi effetti si hanno dopo almeno tre settimane e in alcuni casi gli effetti positivi continuano per alcuni mesi.

I risultati delle ricerche: sui trigliceridi e sul colesterolo

  • Per abbassare i trigliceridi è sufficiente una quantità inferiore di corsa, anche soltanto 10 chilometri per settimana, alla stessa intensità indicata sopra; per alzare il colesterolo buono (ossia quello che è indicato come HDL), invece, il dosaggio deve essere doppio; per ottenere un abbassamento del colesterolo totale e del colesterolo cattivo (LDL), si deve arrivare ad almeno 30 chilometri settimanali e si deve continuare per vari mesi prima di avere effetti evidenti.

I risultati delle ricerche: sul peso corporeo

  • Per mantenere il peso corporeo (ossia per non ingrassare) è sufficiente correre 10 chilometri per settimana, salvo che in passato si sia stati obesi nel qual caso è necessario arrivare ad almeno 20 chilometri; se, invece, si vuole ridurre il proprio peso corporeo senza seguire alcuna dieta, in sette giorni si devono totalizzare almeno 40 chilometri, la qual cosa non è certo agevole; anche per questo è senza dubbio consigliabile abbinare il controllo alimentare e l'attività fisica.


La corsa e le patologie cardio-circolatorie
Se si vuole ridurre il rischio di malattia del cuore e della circolazione, in particolare dell'infarto del cuore, infine, è risultato che, correndo 30 chilometri per settimana, il rischio è ridotto del 40%, meglio insomma di quanto riesca a fare qualunque farmaco; il rischio è ridotto del 50% se i chilometri settimanali salgono a 70. Anche aumentando ulteriormente il chilometraggio, i benefici di questo tipo non aumentano ulteriormente.
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