Numerosi fattori incidono sull’efficacia dei carboidrati per ritardare la fatica, compresi i tempi di assunzione e la quantità di carboidrati ingeriti. Un’altra variabile è legata al tipo di carboidrato consumato. Nella letteratura scientifica sono stati comparati i livelli di ossidazione – quindi di trasformazione energetica - di diversi carboidrati durante l’attività sportiva. Si è concluso che essi si possono suddividere in due categorie:
· carboidrati ossidati in elevate quantità , fino a 1 g al minuto (saccarosio, maltosio, maltodestrine);
· carboidrati ossidati a basse quantità, fino a circa 0,6 g al minuto (fruttosio, galattosio, isomaltulosio).
Isomaltulosio: ideale prima dello sforzo
L’utilizzo prima dello sforzo di carboidrati a differente indice glicemico influenza l’utilizzo dei grassi endogeni da parte dei muscoli nel successivo impegno fisico. Se, infatti, prima dell’esercizio vengono assunti carboidrati ad alto indice glicemico, non soltanto si ha un sensibile aumento della glicemia, ma anche dell’insulinemia. Questo fatto accelera il consumo del glucosio ematico, favorendo l’ipoglicemia, ma soprattutto rende più difficile il consumo di grassi da parte del muscoli. Se, al contrario, l’attività fisica è preceduta dal consumo anche di miscele di carboidrati a basso indice glicemico, tra cui l’isomaltulosio, succede che nel corso di essa aumenta l’utilizzo dei grassi endogeni e si determina, come conseguenza, il risparmio di glicogeno muscolare. Questo è soprattutto importante nelle fasi iniziali e quando l’intensità è inferiore a quella della soglia anaerobica.
Le caratteristiche dell’isomaltulosio
L’isomaltulosio è uno zucchero naturale, simile ma meno dolce del saccarosio ed è tra i componenti del miele e dello zucchero di canna. Come il saccarosio, l’isomaltulosio è formato da una molecola di fruttosio e da una di glucosio ; esse però sono legati diversamente tra loro. Il legame dell’isomaltulosio è più resistente all’azione digestiva: ne consegue un assorbimento che è del 20-25% più lento rispetto al saccarosio. L’isomaltulosio ha un indice glicemico basso e un basso grado di osmolarità rispetto al glucosio e al fruttosio.
Come documentato da alcune ricerche scientifiche, durante sforzi prolungati, l’isomaltulosio fornisce energia per un tempo più prolungato e contribuisce a far “bruciare” più grassi del saccarosio.