La terza sessione del Congresso, chiusosi con un grande successo di partecipazione (oltre 400 congressisti nei due giorni e scienziati provenienti da tre Continenti) ha visto l'interessante esposizione del prof. Enrico Arcelli (Università di Milano) su ossidazione dei carboidrati esogeni durante l'esercizio di endurance, poi l'americano Greg Paul (Divisione Sport Nutrition di Solae) ha parlato di apporto proteico prima, durante e dopo lo sport, il dottor Luca Mondazzi (Mapei Sport) della gestione della disponibilità di carboidrati negli sport di endurance e infine i fisiologi Giancarlo Carli e Giuliano Fontani (Università di Siena) hanno trattato dell'indice glicemico e delle capacità attentive. Molto coinvolgente e partecipato il dibattito coordinato dal chairman Rodolfo Tavana.
Alimentazione per lo sport
"Il cibo e la giusta integrazione costituiscono il più potente farmaco di cui dispone un atleta serio" ha detto il professor Enrico Arcelli. “La nutrizione applicata allo sport è un campo di ricerca relativamente nuovo, in evoluzione e in rapida crescita. E gli studi presentati qui al Congresso di Roma forniscono informazioni innovative per capire come reagisce l'organismo di un atleta prima, durante o dopo l'attività fisica".
Le ricerche sul campo aiutano a capire
Il Prof. Arcelli, docente dell'Università di Milano, medico sportivo e ideatore delle tabelle di allenamento, vero guru nel mondo dello sport e della corsa in particolare, ha detto: "Finalmente siamo oggi in grado di capire di più e dare nuovi strumenti a chi vuole progredire in questo campo, grazie al lavoro svolto a stretto contatto con gli atleti. I dati acquisiti in laboratorio, infatti, non sempre aiutano a capire quello che accade effettivamente durante un allenamento o una competizione. E' per questo che è così importante il contatto diretto e la ricerca sul campo. Oggi abbiamo rilevazioni che ci consentono di capire il fabbisogno di energia, di nutrienti e in molti casi possiamo anche concorrere al raggiungimento e al mantenimento della migliore forma fisica. Una razionale alimentazione deve garantire la reintegrazione di quegli elementi le cui carenze potrebbero limitare la prestazione".
Attenzione all’indice glicemico
Secondo i lavori del Congress, l’indice glicemico diventa un fattore determinante anche per la prestazione sportiva e in particolare per quanto riguarda la fase di avvicinamento alla prestazione: “Abbiamo lavorato molto su questo tema – continua Arcelli – e studiato particolarmente quanto succede prima di una competizione nell’alimentazione degli atleti. Abbiamo capito che un carico di energia a basso indice glicemico è la risposta giusta per il migliore approccio alla fatica per gli sport di endurance ma anche per gli sport di squadra con fasi di intervallo lunghe fra un tempo e l’altro. La nostra ricerca dice che con un carico a basso indice glicemico si riesce a prolungare di fatto la performance e ad ottenere un vantaggio energetico significativo”.