In molte discipline sportive, il miglior risultato si ottiene nel mantenere per tempi lunghi “nervi saldi”. L’atleta deve avere una notevole capacità di attenzione, dipendente da elevati livelli di attività nervosa, che a sua volta richiede un considerevole supporto di energia.
Per verificare quali fonti energetiche sono più vantaggiose per non avere cali di prestazione nervosa, il professor Giuliano Fontani del Dipartimento di Fisiologia dell’Università di Siena ha svolto un’interessante ricerca, che è stata presentata a Roma durante il recente Congresso Internazionale Science in Nutrition.
Le ricerche dell’Università di Siena
Partendo dall’ipotesi che una rapida riduzione del glucosio nel sangue può alterare la prestazione quando sono necessari livelli di attenzione elevata sono stati realizzati due test.
· Nel primo, effettuato in laboratorio, dieci soggetti sani a digiuno hanno assunto, in tre fasi diverse saccarosio, fruttosio e placebo ed eseguito dopo 30 minuti un test di attenzione, ripetuto dopo una e due ore. Ogni 30 minuti sono stati effettuati esami del sangue per analizzare la glicemia. Per quanto riguarda il test attentivo, il tempo impiegato e gli errori effettuati nelle tre prove sono stati confrontati in relazione al corrispondente livello di glucosio nel sangue. I risultati mostrano che il tempo per completare il test di attenzione e il numero di errori commessi sono stati superiori nella secondo test, che corrispondeva alla fase di rapida caduta della curva glicemica, mentre dopo assunzione di fruttosio, la prestazione attentiva è risultata migliore rispetto al test effettuato dopo saccarosio.
· La seconda prova è stata effettuata sul campo di gara, su diciotto atleti praticanti il Judo, divisi in un gruppo ad alto livello (cinture nere) e un gruppo a basso livello. Questi hanno effettuato quattro periodi di allenamento, al termine dei quali sono state fatte verifiche di reattività (tempi di reazione) e di perizia tecnica. Prima di ogni periodo di allenamento gli atleti hanno assunto 15 g di saccarosio o fruttosio e prima dell’ultimo periodo acqua soltanto (placebo). I risultati mostrano che il decremento del livello ematico di glucosio nell’ultimo periodo è meno pronunciato dopo che gli atleti hanno assunto fruttosio e che, nello stesso periodo, negli atleti di alto livello, dopo fruttosio, i tempi di reazione e le capacità tecniche rimangono migliori rispetto al periodo successivo all’assunzione di saccarosio.
Migliori prestazioni con carboidrati a basso indice glicemico
Dai risultati della ricerca emerge che carboidrati a basso indice glicemico, come il fruttosio, sono capaci di rendere più lenta la caduta dei livelli ematici di glucosio, permettendo una prestazione attentiva di livello elevato più prolungata nel tempo.