In una disciplina come il tennis, dove si accomunano nell’atleta varie componenti psico-fisiche, nulla va lasciato all’improvvisazione sia per la preparazione che per l’alimentazione. Si deve considerare che il tennista è il protagonista in campo e il solo responsabile del risultato. Non ci si deve dimenticare anche che un match non ha limiti di tempo e se si incontra un avversario ostico, il tennista può risentire della fatica e avere cali di prestazione. Il programma di allenamento deve quindi prevedere le diverse situazioni in cui il giocatore può essere coinvolto.
Le varie componenti della preparazione
Nella preparazione si devono prevedere momenti per allenare la resistenza e sedute con esercitazioni per condizionare la forza e la velocità. Nelle varie fasi dell’allenamento si devono proporre circuiti o esercizi che riproducano i movimenti caratteristici della disciplina, come cambi di ritmo, rapide accelerazioni e brusche frenate, ovvero movimenti adatti a risolvere le diverse situazioni di gioco.
Le esercitazioni specifiche
Gli allenamenti per sviluppare forza e velocità devono considerare che il tennista gioca su spazi ristretti, per cui le prove di esplosività e di accelerazione si devono svolgere su tratti di 5-15 metri e i mezzi utilizzati sono la corsa rapida e gli sprint con cambi di direzione, mentre per l’incremento della velocità specifica sono indicate le andature che ripropongono gli spostamenti tecnici del tennista.
Per migliorare la forza veloce è indicata la corsa in salita, sempre su distanze brevi (non più di 20 metri), la corsa con i traini, gli sprint con cinture zavorrate e per un uteriore sviluppo della velocità, vengono utilizzate la corsa in discesa e gli sprint con elastici.
La lucidità mentale
Il tennista deve avere una certa padronanza delle emozioni. È classica la “paura di vincere” quando si è a un è passo dalla conclusione della partita a proprio favore. In allenamento, il tennista deve migliorare il controllo dell’attenzione, concentrandosi sull’esecuzione dei colpi e sulla tattica. Un semplice test è quello di verificare per quanto tempo si mantiene la concentrazione sul gioco. È noto che la stanchezza fa perdere la concentrazione, quindi è un fattore allenante il mantenere la concentrazione più a lungo.
La giusta integrazione
Le esigenze prioritarie del tennista che gioca prevalentemente nelle ore più calde della giornata, si riferiscono al reintegro dei liquidi e dei sali persi con il sudore, ma anche delle energie spese durante le fasi di gioco. Prima di una partita, si può fare una “ricarica” di energia con carboidrati a basso indice glicemico con un prodotto innovativo, Pre Sport, studiato appositamente dalla scienza Enervit. Per reintegrare ciò che si perde con la sudorazione e il lavoro muscolare, vanno bene le bevande già pronte o quelle che si preparano con le buste (Enervit G competition, contenente la formula C.OX.: maltodestrine e fruttosio nel rapporto 1,3:1), purché siano poco concentrate (6-8 grammi di carboidrati per 100 ml di acqua per ottenere una bevanda ipotonica o isotonica). Sotto sforzo, è importante prevenire la sete: bere a piccoli sorsi, frequentemente, ogni 10-15 minuti. Nei cambi di campo, per fornire energia di pronto impiego si può prendere Enervitene Gel oppure in forma liquida. Se la partita si protrae nel tempo, dopo crica un'ora è consigliato Enervit R1, una busta da sciogliere in acqua per reintegrare carboidrati e sali.