Sono molto diffusi sulle spiagge il beach volley e il beach soccer. Nati come varianti della pallavolo e del calcio, da semplici giochi ricreativi sulla sabbia, si sono evoluti fino a diventare sport professionistici e per il volley anche olimpici.
Il beach volley
Le grandi sfide olimpiche viste in televisione, hanno fatto aumentare il numero dei praticanti e dei tornei organizzati su tutte le spiagge. Le regole sono simili a quelle della pallavolo, ma le squadre sono formate da 2 giocatori e il campo misura 16 x 8 metri. Il dispendio energetico e idrico-salino è notevole e si deve tener conto di una opportuna reintegrazione dei liquidi e dei sali persi con la sudorazione.
Il beach soccer
Negli ultimi anni si è molto diffuso, in tutti i paesi dell’Europa e del Sud America, il beach soccer, il calcio che si gioca a piedi nudi sulla sabbia 5 contro 5, con tre tempi da 12’ l’uno. Alcuni ricercatori austriaci hanno voluto fare una valutazione dello sforzo fisico sostenuto dai giocatori della loro nazionale durante un impegno ufficiale. Hanno constatato che, durante la partita, la frequenza cardiaca è in media pari all’89% di quella massima, con punte pari o poco sotto la massima.
I dati di una ricerca
Pur con differenze sensibili fra un giocatore e l’altro (anche perché ci sono continue sostituzioni “volanti” e, dunque, l’effettiva durata dell’impegno può variare notevolmente), anche il livello di acido lattico riscontrato nel sangue é molto alto, arrivando persino a 15 millimoli per litro, un valore che si riscontra assai raramente nel calcio ad 11. L’impegno per l’organismo, insomma, è molto elevato.
Attenzione all’impegno fisico
Come si può notare, l’organismo viene sottoposto a un notevole sforzo fisico. Questo fatto o deve tenere ben presente chi, durante le vacanze, gioca a volley o a calcio sulla sabbia – magari con la temperatura molto alta - senza avere alcun allenamento ed avendo superato i 45 o i 50 anni.