Un grosso successo ha riscosso lo Sport Nutrition Course, svoltosi sabato 17 settembre all’Hotel Melià di Milano. Erano quasi 300, infatti, gli allenatori, i tecnici dei vari sport, i laureati in scienze motorie e i medici sportivi che hanno partecipato.
Ha aperto i lavori Giancarlo Carli, professore emerito di Fisiologia Umana all’Università di Siena. Carli ha tenuto la lezione magistrale su “Mente e sport”. Ha parlato, fra l’altro, dei vantaggi che la pratica dell’attività sportiva porta a livello del sistema nervoso centrale: potenzia la memoria e l’apprendimento, migliora il sonno, l’umore e l’autocontrollo. In più, attraverso la produzione del BDNF (il fattore neurotrofico derivato dal cervello), favorisce la formazione di nuovi neuroni e l’aumento delle sinapsi (collegamenti) fra i veri neuroni.
Enrico Arcelli, già professore associato all’Università degli Studi di Milano, fra l’altro chairman del corso, ha sottolineato il fatto che lo schema dietetico della zona può essere utilizzato integralmente, con vantaggi per la prestazione, in molte discipline, come i giochi di squadra, gli sport con limiti ponderali (sollevamento pesi, sport di combattimento, canottaggio pesi leggeri…), quelli di potenza e/o forza (lanci e salti dell’atletica) e così via. Negli sport di endurance, invece, è necessario apportare alcuni adattamenti per garantire l’apporto ottimale di carboidrati.
Il tema trattato da Luca Mondazzi, responsabile del servizio nutrizione dello sport della MAPEI di Castellanza e dietologo di molti famosi ciclisti, è stato “Endurance e carboidrati”. Mondazzi ha sottolineato l’importanza dei depositi del glicogeno, quella specie di amido da cui i muscoli traggono l’energia per lavorare. Se, durante una gara lunga, il glicogeno si esaurisce, si avverte la fatica e si deve ridurre l’intensità dello sforzo. Diventa importante, dunque, ricostruire le sue scorte dopo una competizione, soprattutto se entro poche decine di ore se ne deve compiere un’altra.
E’ toccato poi svolgere la sua relazione a Carmine Orlandi, consulente nutrizionale del Siena calcio, del pugile Clemente Russo (che era presente al corso) e delle federazioni del sollevamento pesi, del pugilato e di altri sport di combattimento. Orlandi ha spiegato com’è possibile, attraverso una corretta alimentazione, studiata sul singolo atleta, controllare il suo peso corporeo e, nelle discipline che segue, se necessario, permettere agli atleti di rientrare nei limiti di peso, perdendo grasso e non muscoli, al tempo stesso mantenendo la massima efficienza.
Fabrizio Angelini, consulente per la nutrizione e l’endocrinologia della Juventus e presidente della Società Italiana di Nutrizione dello Sport e Benessere, si è occupato della valutazione dello stato nutrizionale dei calciatori professionisti. Nella scelta della corretta alimentazione va tenuto presente che oggi nelle squadre italiane ci sono atleti di diverse etnie e religioni, oltre che il fatto che gli allenamenti intensi e frequenti favoriscono lo stato infiammatorio dell’organismo e la produzione di grandi quantità di radicali liberi.
Uno dei medici della Nazionale di calcio, Luca Gatteschi, ha sottolineato quali siano i fattori che influenzano l’organizzazione di un piano nutrizionale in una squadra di calcio. Si deve tenere conto non soltanto delle caratteristiche fisiche e delle abitudini alimentari del singolo giocatore, ma anche del programma agonistico. Se si dovrà giocare una partita già dopo pochi giorni (come succede, per esempio, quando ci sono le coppa a metà settimana) già subito alla fine della partita è necessario assumere carboidrati per accelerare la ricostruzione del glicogeno muscolare.
L’argomento trattato da Fulvio Marzatico (Università di Pavia) ha riguardato i rapporti fra alimentazione e forza muscolare. A parità di allenamento, l’incremento della massa e della forza dei muscoli è maggiore se l’apporto di proteine con gli alimenti è quantitativamente corretto e avviene con il giusto timing, in particolare poco primo e/o poco dopo la seduta di allenamento. C’è, poi, un aminoacido, la leucina, che ha un ruolo fondamentale nel favorire la sintesi proteica. Anche la creatina è utilissima da tale punto di vista.
L’ultimo intervento è stato di Giovanni Scapagnini, professore associato di biochimica all’Università del Molise. Ha parlato della formazione nelle fibre muscolari di nuovi mitocondri, i corpuscoli che possono essere definiti “centrali energetiche” dei muscoli, dato che in essi - dalla combinazione dell’ossigeno con il glucosio o con gli acidi grassi - si produce l’ATP, la “benzina” dei muscoli. Oltre all’allenamento, anche alcune molecole vegetali sono in grado di favorire il loro aumento, la qual cosa aiuta a combattere l’invecchiamento.